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La questione

Etty Hillesum. Il cielo sopra la mia strada

Presentata al Pre Meeting di Loano, la mostra su Etty Hillesum #meeting19

“Io credo che dalla vita si possa ricavare qualche cosa di positivo in tutte le circostanze”. Parola di Etty Hillesum, una ragazza ebrea non praticante olandese che nel 1941, all’età di 26 anni, inizia a tenere un diario e che morirà ad Auschwitz due anni più tardi. Il Premeeting di Loano, dal titolo “Nacque il tuo nome da ciò che fissavi”, le ha dedicato un incontro per cercare di capire dove guardava questa ragazza che, come ricorda Marida Canepa, insegnante di religione e moderatrice, “ha fatto un grande percorso umano e ha generato libertà; è riuscita ad abitare la realtà in ogni circostanza”.

Claudia Munarin, dottoressa in filologia moderna e comunicazione, ha ripercorso per cenni la vita di Etty, che frequentava un circolo socialista, era lontana dalla fede ereditata dalla famiglia e conviveva con un uomo che aveva il doppio dei suoi anni; nel 1941 conosce il dottor Julius Spier, 50enne allievo di Jung e figura fondamentale per il suo percorso umano e per la nascita del suo “Diario”.

“L’incontro con Spier – spiega Munarin – è generativo: nel rapporto psicoterapeutico con lui scopre un metodo fatto di attenzioni a sé e all’altro come risorsa fondamentale per la scoperta di sé. Etty è molto leale nel guardare tutte le cose: riconosce il Mistero che opera nel mondo e dentro di lei e comincia ad interpellarlo come un ‘Tu’, finché non impara da Spier ‘il coraggio di dire Dio’ e lo sceglie infine come l’autentico interlocutore del suo diario e delle lettere”.

“Il fascino di Etty – sottolinea Munarin – è quello di una donna piena di esigenza di senso. Perfino le compagne di prigionia nel campo di transito nazista le dicono di smettere di pensare, ma lei desidera solo continuare ad essere ‘ il cuore pensante della baracca’”.

L’intervento del secondo relatore, Gianni Mereghetti, insegnante di filosofia e storia, è stato accompagnato dalla lettura di alcuni brani tratti dagli scritti di Elly, come quello in cui dice: “Cercherò di non appesantire l’oggi coi pesi delle mie preoccupazioni per il domani”, oppure “Imparare ad ascoltare è la cosa più importante nella vita”.

“Questo ascoltare – spiega Mereghetti – è l’azione che ella opera dentro di sé, fino a scoprire, come lei stessa dice, ‘quella vastità che non è poi nient’altro che il mio esser ricolma di Te, o Dio’. Imparare ad ascoltare infatti è il metodo che ha acquisito nel rapporto terapeutico e poi nella profonda amicizia e collaborazione professionale con Spier. Per lei questo diventa un metodo ferreo”.

Al termine dell’incontro Canepa ha ricordato l’appuntamento di domenica sugli ottocento anni dall’incontro tra San Francesco ed il Sultano, che vedrà la partecipazione di S.E. Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Ventimiglia-San Remo, ed Alessandra Vitez, responsabile delle mostre del Meeting di Rimini.

Durante l’incontro su Etty Hillesum, nell’Area Eventi hanno suonato I Tre Gotti, presentando brani famosi di cantautori italiani.

Alla mostra su Guareschi è stato record di presenze, con decine di visite guidate per i numerosi turisti presenti sulla passeggiata del molo Francheville.