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IL BELLO NELLA BANALITà QUOTIDIANA

Di Laura Blandino, Piccola Casa Editrice 2015

Pubblicato da Piccola Casa Editrice, La camera bella di Laura Blandino è, secondo le sue stesse parole, «il romanzo che avrebbe voluto leggere quando era adolescente».

È una storia corale che parte dalla famiglia Ansaldi: padre e madre, negozianti molto impegnati nel lavoro, e le due figlie, Chiara, adolescente, e Cecilia, bambina. Brava gente che, però, vive in modo un po’ disperso. Altre figure gravitano poi attorno alla famiglia: le amiche di Chiara, Pipetto, il compagno di giochi di Cecilia, il maestro Italo Guerra e il giornalista Luca Marinelli.

A un certo punto arriva zia Marta, docente di Storia, che, dopo tanti anni vissuti all’estero, ha ottenuto una cattedra in Italia. Sarà provvisoriamente ospite della famiglia. Chiara e Cecilia, inizialmente, non sono contente della venuta della zia; pensano che sia una trovata dei genitori per fare la guardia e la immaginano come una zitella.

Quando però conoscono la zia, questa si rivela del tutto differente: è una persona buona, simpatica e intelligente che, con i suoi gesti discreti e semplici, riesce finalmente ad unire la famiglia.

Ne esce un quadro movimentato, nel quale azioni e pensieri dei personaggi creano un’armonia lieve e al contempo misteriosa. Un po’ come la cifra della giovinezza, che si sente sopraffatta dall’immensa bellezza della vita e da tutte le sue promesse. Qualcuno potrebbe dire che si tratta del tipico romanzo dove tutto è rosa, ma sarebbe un’osservazione superficiale. Non solo per gli elementi drammatici presenti nella storia (la morte della cara nonna, per esempio), ma anche perché l’autrice esprime bene il sogno della giovinezza: vivere intensamente il reale, nella sua banalità quotidiana. E vedere il bello che dalla realtà nasce. Di ciò hanno bisogno gli occhi e il cuore.

E se la vita non risparmia a nessuno il dolore o la fatica, non toglie a nessuno la promessa che porta con sé. Nel paese dove le vicende si svolgono c’è un luogo discreto nel quale vanno spesso Marta, Chiara e Cecilia: la chiesa con la cappella del Cristo Pantocratore. Davanti al suo volto ciascuno può dire i propri sogni e le proprie preoccupazioni; soprattutto può conservare il cuore giovane e assetato di bellezza, senza cedere al disincanto.
(Recensione a cura di Flora Crescini, Tracce.it)