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Il Meeting per il Sinodo dei Giovani

In preparazione al cammino verso il Sinodo dei Giovani che si terrà a Ottobre 2018 AIC segnala le proposte culturali del Meeting per l'amicizia tra i popoli di Rimini.

La Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. Attraverso i giovani la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi. Come un tempo Samuele (cfr. 1Sam 3,1-21) e Geremia (cfr. Ger 1,4-10), ci sono giovani che sanno scorgere quei che lo Spirito addita. Ascoltando le loro aspirazioni possiamo che ci viene incontro e le vie che la Chiesa è chiamata a percorrere.

Le sfide dell’oggi e lo sguardo di Papa Francesco ci spingono a interrogarci su come aiutare i giovani a e della realtà affinché trovino una strada per raggiungere la pienezza a cui aspirano e ad esserne protagonisti. Partendo dall’esperienza che il Meeting ogni anno fa lavorando con i giovani, attraverso un incontro con un fenomeno di umanità diversa, che suscita stupore e adesione, desideriamo contribuire al cammino di preparazione verso il Sinodo con alcune proposte in grado di suscitare domande, riflessioni, tracciare percorsi.

TRE FILONI DI APPROFONDIMENTO:

1. LA NASCITA DELL'IO
«Quando Dio disse ad Abramo «Vattene», che cosa voleva dirgli? Non certamente di fuggire dai suoi o dal mondo. Il suo fu un forte invito, una vocazione, affinché lasciasse tutto e andasse verso una terra nuova. Qual è per noi oggi questa terra nuova, se non una società più giusta e fraterna che voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie del mondo?»
Solo un io che prende coscienza di sé, del proprio desiderio e delle domande del suo cuore può iniziare ad accorgersi della realtà, di cosa è fatta e di come sia un dono. È la natura del suo desiderio.

MOSTRE PROPOSTE

Abramo. La nascita dell'io

La figura di Abramo rappresenta la modalità con cui il Mistero ha voluto salvare l’uomo. In questo modo risulta evidente che Dio ha puntato tutto sul rapporto con un uomo, Abramo, e sulla sua libertà, tralasciando ogni calcolo geopolitico. Con la figura di Abramo si identifica la nascita dell’io. E oggi più che mai sentiamo l’urgenza di questa rinascita della persona. Se il cuore dell’uomo non ritorna a battere, a desiderare, a rimettersi in gioco nelle difficoltà quotidiane sarà inutile ogni tentativo di riuscita e soluzione, perché si useranno sempre logiche di potere e strategie che riducono l’uomo e l’ampiezza del suo desiderio più vero.

Sant'Agostino. Si conosce solo ciò che si ama

Sant’Agostino era un uomo animato da un instancabile desiderio di trovare la verità, il senso del vivere, di conoscere l’uomo e Dio. “Desidero conoscere Dio e l’anima” scrive nei suoi dialoghi. La mostra racconta la vita di questo grande Padre
della Chiesa seguendolo in un cammino di conoscenza dentro i fatti della sua esistenza, dalle aspirazioni e peccati giovanili alle controversie che ha dovuto affrontare per difendere la fede e la Chiesa. Fino alla scoperta che la conoscenza di
Dio e dell’io è l’unica strada che può condurre alla felicità poiché “che altro è vivere felicemente se non possedere qualcosa di eterno, conoscendola?”

Edward Hopper
Nell’America degli anni della crisi di Wall Street e del New Deal, il grande pittore realista Edward Hopper si pone di fronte al quotidiano con uno sguardo che prova a ricercare l’esistenza di un senso. La sua fedeltà al reale emerge innanzitutto
nella fedeltà a ciò che il rapporto con la realtà suscita in lui, fissando l’attenzione sulla luce, elemento che gli permette uno sguardo più profondo sulle cose. La sua pittura ferma il corso del tempo: tutto è colto in uno stato di sospensione, immerso in una luce nuova, possibilità di infinito in una quotidianità immobile. Sulla soglia di questa novità le figure di Hopper paiono fermarsi, come fissate nel sospiro che precede il riconoscimento dell’infinito.

2. I TESTIMONI
Nella ricerca del senso da dare alla propria vita, due discepoli del Battista si sentono rivolgere da Gesù la domanda penetrante: «Che cercate?». Alla loro replica «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?», segue la risposta-invito del Signore: «Venite e vedrete» (vv. 38-39). Gesù li chiama al tempo stesso a un percorso interiore e a una disponibilità a mettersi concretamente in movimento, senza ben sapere dove questo li porterà. Sarà un incontro memorabile, tanto da ricordarne perfino l’ora (v. 39). I testimoni sono coloro che vivono fino in fondo la circostanza in cui sono chiamati a vivere. Non solo santi, ma scienziati, avvocati, artisti, amici come segno della grazia di Dio. «La consapevolezza del nostro bisogno sterminato ci può rendere attenti al più piccolo segno che annunci una possibile risposta. Anche noi, come l’Innominato dei Promessi Sposi, possiamo rimanere stupiti che sia un uomo, un singolo uomo, la chiave di volta della soluzione dei nostri tormenti.»

MOSTRE PROPOSTE

La rosa bianca. I volti di un'amicizia
Un gruppo di giovani studenti legati da profonda amicizia, incitano alla resistenza contro Hitler nella Germania nazista tra il ’42 e il ’43. La mostra illustra le figure di questi sei giovani, del loro coraggio e lucidità di giudizio. Ne emerge un ritratto di persone cui il senso religioso permise di vivere la realtà intensamente, di fare
incontri incisivi e di crescere nella certezza e nella speranza. Il racconto della loro esperienza emerge dalle comuni letture, dalla reciproca amicizia, dalla passione per la bellezza e per la verità, fino al coraggio di una decisione.

Che cos'è l'uomo perchè te ne ricordi? genetica e natura umana nell sguardo di Jérôme Lejeune
La mostra parte dalla testimonianza di Jérôme Lejeune, fondatore della genetica clinica, e sviluppa l’indagine sulla "natura umana". La ricerca scientifica di Lejeune è mossa dal desiderio di conoscere per poter curare; e curare significa prendersi cura della persona. È una esperienza professionale e umana fondata su una precisa visione dell’uomo e della realtà, che ha alimentato anche le sue decise prese di posizione pubbliche in favore della vita: visione sintetizzabile nell’idea che ogni uomo sia unico e insostituibile e come tale vada guardato.

Madre Teresa. Vita, spiritualità e messaggio
La mostra testimonia l’immensità dell’impresa della sua vita e gli scritti di Madre Teresa, scoperti solo dopo la sua morte, svelano il segreto della Santa dei poveri. È la stessa Teresa a narrare nelle sue lettere l’esperienza mistica dell’ascolto della Voce di Gesù, la paura di fare ciò che le viene chiesto, di essere povera fra i più poveri per amore di un Dio Crocifisso, di portarlo là dove non va nessuno, nei tuguri abitati dalla miseria, dalla fame, dalla malattia e dalla disperazione di sentirsi abbandonati da tutti, non amati, non voluti.

Dall'amicizia all'azione, dall'azione all'amicizia - Giuseppe Tovini

Il Il Beato Giuseppe Tovini (1841-1897), avvocato bresciano, padre di dieci figli e uno dei massimi leader del movimento cattolico della seconda metà dell’Ottocento, è un esempio di come sia possibile fare opere cristiane anche nel mondo attuale. Il centro delle sue opere resta la preoccupazione per l’emergenza educativa. Egli visse questo impegno, che fu anche pubblico e politico, nella consapevolezza del valore civile delle opere nate nel solco della tradizione cattolica. La mostra affronta il Tovini a partire dalle sue stesse opere e dal loro significato.

3. LE SFIDE DI OGGI
Vi ho chiesto «Le cose si possono cambiare?» e voi avete gridato insieme un fragoroso «Sì». Quel grido nasce dal vostro cuore giovane che non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell’indifferenza. Ascoltate quel grido che sale dal vostro intimo!
Nel contesto di fluidità e precarietà della società odierna, la transizione alla vita adulta e la costruzione dell’identità richiedono sempre più un percorso “riflessivo”.
Le persone sono forzate a riadattare i propri percorsi di vita e a riappropriarsi
continuamente delle proprie scelte. Inoltre, insieme alla cultura occidentale si diffonde una concezione di libertà intesa come possibilità di accedere a opportunità sempre nuove. Molte società inoltre sono sempre più multiculturali e multireligiose. La compresenza di più tradizioni religiose rappresenta una sfida e un’opportunità: può crescere il disorientamento e la tentazione del relativismo, ma insieme aumentano le possibilità di confronto fecondo e arricchimento reciproco.
Agli occhi della fede questo appare come un segno del nostro tempo, che richiede una crescita nella cultura dell’ascolto, del rispetto e del dialogo.

MOSTRE PROPOSTE

Nuove generazioni. I volti dell'Italia multietnica

La mostra documenta le dinamiche esistenziali dei giovani, che in molti casi costituiscono una sorta di "ponte", un punto di incontro che favorisce la comunicazione tra due mondi, che sviluppa nuove sintesi tra l’identità e le tradizioni dei Paesi di origine e quelle dell’Italia. Dalla capacità di rendere fecondo l’incontro tra questi mondi e queste culture dipende buona parte del futuro di un
Paese sempre più connotato in senso multietnico. Una mostra in cui sono i giovani
che parlano e raccontano l’esperienza di incontro e dialogo del loro quotidiano.

Ognuno al suo lavoro. Domande al mondo che cambia
Nel tempo il lavoro cambia ma non cambiano le domande, il desiderio, il cuore. L’uomo è da sempre protagonista del lavoro. Alcuni giovani si sono interrogati sul mondo del lavoro oggi e hanno dato vita a uno spazio che mette in luce quanto le sfide di oggi si possono affrontare grazie a un’educazione continua e a un’apertura alla realtà nella sua interezza. Emergono stralci di quotidianità che nella fatica e
nello stupore del lavoro diventano ipotesi interessanti per riguardare alla propria esperienza con una sfida tutta da verificare.

Tre accordi e il desiderio di verità. Roc'n Roll come ricerca dell'infinito
La mostra dimostra e celebra la presenza del desiderio umano come forza trainante fondamentale della musica, che continua ad affascinare i giovani. Le star del Rock sono mosse dalle stesse forze emozionali che affliggono tutti noi e, quando la musica finisce, si sente sola come qualsiasi altro essere umano abbia potuto sentirsi. Per l’artista, e per chi la ascolta, la musica rappresenta il desiderio umano e le note possono essere una spinta al suo compimento. Per questo il Rock è capace di condividere i più profondi strati delle emozioni umane e manifestarsi come veicolo per il desiderio umano.

Generare bellezza. Nuovi inizi alle periferie del mondo
Per scoprire il desiderio di pienezza e di felicità che ci costituisce, occorre una compagnia, qualcuno che ti guardi. E’ questo sguardo quello che introduce il primo cambiamento, cioè il vero sviluppo. I luoghi più poveri del pianeta, dove miseria,
guerra e fame sopraffanno la dignità della persona, interrogano la fede. La mostra presenta esperienze in cui proprio la fede incide sulla realtà fino ad offrire risposte a queste grandi sfide.

Per maggiori informazioni visita il sito Meeting Mostre o contatta la Segreteria di AIC