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"Figli di Abramo", di Simone Pizzi

L’immigrazione è solo emergenza? O esiste una dimensione “ordinaria” del fenomeno migratorio che parla la lingua del radicamento, dell’integrazione, della quotidianità, e in cui la dimensione religiosa gioca un ruolo fondamentale?

Il docu-film di Simone Pizzi (Habanero), "Figli di Abramo", realizzato nell’ambito del progetto “Migranti: religioni nella metropoli” con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Ambrosiana Attività Pastorali, prova a rispondere a questi interrogativi raccontando le storie quotidiane di chi, arrivato da lontano, ha saputo mettere radici in Italia con l’aiuto della fede, qualunque essa sia. Il percorso si snoda attraverso i racconti personali dei protagonisti, appartenenti a diverse comunità religiose di immigrati: i cattolici di origine filippina, gli ortodossi rumeni e i musulmani di area mediterranea.
«I mass-media concentrano la loro attenzione sull’emergenza dell’immigrazione – spiega Pizzi -. Mi sono chiesto se il tema dei migranti si può circoscrivere alla contingenza di questi ultimi anni, oppure se è necessario guardarlo anche da altri punti di vista. Così è nata l’idea di cercare realtà che avessero già affrontato le prime difficoltà come quelle della lingua, della ricerca del lavoro e del ricongiungimento della famiglia, così da indagare in che modo questi primi problemi sono stati superati dalle persone che hanno messo radici qui a Milano».


Il docu-film può essere richiesto dalle parrocchie e dalle Sale della comunità scrivendo a progetto.migranti@coopindialogo.it.
Il film è affiancato dalla mostra di alcune foto di scena realizzate da Giusy Tigano (è richiesto un contributo alle spese di trasporto).

Visita il sito www.chiesadimilano.it per maggiori informazioni