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Canto di Natale di A.Carabelli

AIC segnala lo spettacolo di prosa e canzoni a cappella tratto da "A Christmas Carol - A ghost story of Christams" di Charles Dickens di Andrea Carabelli e del gruppo vocale "Quattrottave". “In questo libretto che parla di fantasmi ho cercato di evocarne uno: il fantasma di un'idea che non lascerà i miei lettori insoddisfatti... Mi auguro che questo fantasma possa infestare la loro casa con allegria…” Così scriveva Charles Dickens, nella prefazione al Canto di Natale. Era il 1843 e nessuno allora, men che meno lui, poteva immaginare il successo che avrebbe avuto quella sua “carola in prosa” fantasmatica e profumata di vita. A distanza di quasi due secoli, le edizioni di quel libretto non si contano più. Tradotto in centinaia di lingue, è stato rappresentato e messo in
musica in teatro e al cinema. Ha incantato generazioni di bambini, ha toccato il cuore di milioni di persone. La storia narra del vecchio Scrooge, dal cuore annichilito, di un fantasma, tre spiriti, alcune brave persone e di una stramba notte di Natale in cui accade di tutto. Qual è il segreto del suo successo?
Robert Stevenson confessava che il Canto di Natale lo aveva fatto piangere come un bambino. Lo aveva fatto sentire bene e lo stesso bene ora voleva farlo lui, senza perdere tempo: «Voglio uscire e aiutare qualcuno!» Da parte sua, Gilbert K. Chesterton, che era un fan del Canto di Natale, faceva notare che in esso era descritta la vera felicità. «Nella maggior parte delle moderne Utopie un uomo non può essere davvero felice. Egli ha troppa dignità», mentre nel Canto di Natale «tutti sono felici perché nessuno ha un suo decoro». Insomma, piangere come bambini, desiderare di fare il bene, essere spudoratamente felici. Potremmo desiderare regali più belli di questi per
Natale?

Per maggiori informazioni sullo spettacolo scrivere alla Segreteria di AIC