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La questione

Qualcosa di prezioso che accade

Cosa permette dopo 21 anni di non correre il rischio di vivere la Colletta Alimentare come un’abitudine, di stare ancora lì, davanti al solito supermercato, di ripetere gli stessi gesti, le stesse parole con una energia nuova? Per cercare di rispondere a questa domanda il Centro Culturale di Giarre ha organizzato la “Presentazione della 21a Giornata Nazionale della Colletta Alimentare”. La serata è stata occasione per presentare il libro “Qualcosa di prezioso che accade” La Missione di Speranza e Carità racconta da Biagio Conte a Francesco Inguanti (Edizioni People & Humanities, Palermo 2017).

Ha introdotto Salvo Di Carlo, presidente del Centro Culturale di Giarre, presentando le 10 righe e sottolineando che la povertà è un atteggiamento del cuore, è l’atteggiamento del mendicante, è uno che chiede e, come ribadito da Federico Bassi, responsabile nazionale della Colletta Alimentare, durante al presentazione regionale della colletta tenutasi a Enna il 4 novembre: “…le ragioni per noi non sono una idea astratta, ma un avvenimento che accade nel presente, un discorso non ti fa dire di sì, ma vedere una persona cambiata ti fa dire di sì…”. Poiché quello che colpisce la persona e che la muove non è una idea astratta ma un fatto concreto sono stati invitati a portare la loro testimonianza Laura Vitale Presidente Associazione Amici della Casa della Speranza “Viviana Lisi”, della Famiglia Camilliana Laica, Santo Giordano Presidente del Banco Alimentare della Sicilia Occidentale, Domenico Messina direttore del banco Alimentare della Sicilia Onlus.

Laura ha raccontato della esperienza avuta attraverso l’incontro dei Camilliani con il Carisma di San Camillo e la volontaria Viviana Lisi, del suo servizio ai malati di AIDS e della “Casa della Speranza” , una realtà di accoglienza incondizionata e senza pregiudizi a coloro che vivono ogni forma di disagio, povertà ed emarginazione, intravedendo in questo la vicinanza con l’opera di Fratel Biagio nel riconoscimento che l’opera vive unicamente affidandosi alla Divina Provvidenza che attraverso amici, benefattori e volontari si fa presente ogni giorno, senza dimenticare fra questi anche il Banco Alimentare.

Santo ha raccontato della nascita del Banco Alimentare a Palermo, inizialmente degli interminabili viaggi a Catania con furgoncini recapitati qua e là per ritirare i prodotti e fu in questa fase che gli amici del Banco conobbero Fratel Biagio; anche la sua Missione si era convenzionata con il Banco e viaggiava fino a Catania per ritirare le derrate e in qualche occasione ritirò pure per gli amici di Palermo. Leggendo il libro di Inguanti, Santo è stato colpito dal punto in cui Biagio racconta la consapevolezza, la coscienza che l’opera che si è realizzata non è stato frutto di un suo progetto o della sua bravura, ma si è realizzata (usando le stesse parole di Mons. Romeo nella sua presentazione) “assecondando i segni che il Signore gli ha manifestato e che solo ad un cuore attento e disponibile sono chiari e vincolanti”, perché è stato così anche per l’esperienza del Banco Alimentare, ma è così sempre.

Il legame che Santo intravede tra le due storie, ma è lo stesso per ognuna delle opere che portiamo avanti, è che il mistero si fa presente nella vita di ognuno di noi attraverso la stessa strada: il povero. Fin dai tempi più remoti il povero è sempre lungo la Sua strada. Certo per ognuno in modo diverso e commisurato al disegno che ha su ciascuno di noi.

Ha concluso l’incontro Domenico Messina direttore del banco Alimentare della Sicilia Onlus. Il rischio per chi come lui è un tecnico della povertà, cioè si confronta quotidianamente con vive drammaticamente il primo bisogno che è quello alimentare, è quello di vedere i numeri, gli aspetti organizzativi e le tecniche gestionali. Quello che permette di sopportare le fatiche della colletta è vedere esperienze in atto di solidarietà e di aiuto concreto come quelle descritte e la letizia di chi liberamente opera come volontario con l’atteggiamento del povero di cuore.
(Centro Culturale di Giarre)