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La questione

Anche a Rimini Govindo ha riacceso il cuore

Incontro commovente, mercoledì 19 aprile scorso, a Rimini, promosso dal Centro Culturale "Il Portico del Vasaio" e Famiglie per l’accoglienza, durante il quale Marina Ricci, eccezionalmente accompagnata dalla figlia Maria, ha presentato il libro dedicato al proprio figlio, Govindo, la cui adozione è stata vissuta come un evento in grado di cambiare la vita all’intera famiglia.
“La cosa più grande che Govindo mi ha lasciato è un realismo su me stessa”, così la giornalista Marina Ricci, autrice del libro ‘Govindo, il dono di Madre Teresa’ ha raccontato la storia che l’ha portata ad adottare il suo quinto figlio, un bimbo disabile conosciuto nell’orfanotrofio Shishu Bhavan, a Calcutta. Di seguito l'intervista che è stata rilasciata a Buongiorno Rimini
Giornalista esperta di storia della Chiesa dell’Est per il Sabato e 30Giorni, vaticanista per il Tg5 fino al 2012…

“Giovanni Paolo è stato il papa della mia vita. Del resto, 27 anni di pontificato sono tanti. E lì c’era già Benedetto, alla guida della congregazione per la dottrina della fede. Grazie a loro due ho capito che nella Chiesa c’è posto per tutti, che la santità è per tutti, può avere colori differenti. Come loro due: amici, tra di loro così diversi ed entrambi persone molto sante”.

Sempre per lavoro hai incrociato la vita di Madre Teresa di Calcutta…

“Nel corso degli anni ho incontrato tante persone che mi hanno lentamente cambiato la vita. E’ la dinamica che può sperimentare ognuno e non è detto che accada solo di fronte ai ‘grandi’. Io Madre Teresa non l’ho conosciuta se non attraverso il rapporto con le sue figlie, le suore missionarie della carità. E lei attraverso loro mi ha cambiato la vita con la richiesta di adottare Govindo, il bambino protagonista del libro che ho scritto”.

Come è accaduto l’incontro con Govindo?

“In modo banale, è il primo bambino che ho visto nella prima stanza dell’orfanotrofio a Calcutta dove sono entrata per girare un servizio”.

A Calcutta ti aveva mandata Enrico Mentana, direttore ai tempi del Tg5 perché le agenzie avevano battuto la notizia secondo cui Madre Teresa, ormai molto anziana, era ricoverata e in gravi condizioni. Una casualità?

“Il motivo per cui ho scritto questo libro è perché sono state talmente tante queste circostanze casuali nella loro apparenza, ma talmente tante, che sulla casualità ci metti un punto interogativo. Mi rendo conto che la vita di tutti quanti è costellata di incontri e fatti che accadono e molte volte la bellezza che portano dipende da come rispondi, da quanto accetti il rischio di accogliere qualcosa di nuovo e diverso nella tua vita rispetto a un’abitudine. Le persone che incontri possono cambiarti, dipende se tu glielo lasci fare. Io non credo di essere una persona diversa dalle altre”.
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