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Milano: Agnus Dei

Proiezione del film di Anne Fontaine

Il Centro "Il Circolino" ha organizzato la proiezione del film "Agnus Dei" di Anne Fontaine (Francia, 2016).

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21 hrs ·
Riflessioni a caldo dopo la visione di Agnus Dei

L’incontro totalmente imprevisto tra la dottoressa francese Madeleine Pauliac, luminosa figura della Resistenza Francese, premiata con la Legion d’Onore per il suo instancabile impegno per la libertà e la dignità delle persone, e le povere suore del convento polacco, si rivela non soltanto decisivo per curare la salute fisica delle sorelle, ma anche e soprattutto per ridare una nuova speranza alle loro anime, così dolorosamente sconvolte dalla violenza dei soldati sovietici occupanti del 1945.
E’ solo una pur ammirevole pietà professionale o una dovuta soliderietà femminile che muove Madeleine a impegnarsi in modo così appassionato e determinato per la salute di queste suore e per quella dei loro bambini?
L’amicizia e l’attenzione che nasce in questa dottoressa comunista nei confronti di queste povere donne innocenti, violate senza alcuna pietà, fa scattare infatti in lei prima un’interessata curiosità e poi un’ammirazione sincera per la loro fede semplice ma tenace, sopravvissuta, contro ogni spiegazione razionale, alla furia cieca della guerra.
Nella suorina in preghiera sotto la neve, Madeleine intuisce quel “di più” di umanità che la convince a superare le rigide consegne della sua missione e a riaccompagnarla immediatamente al convento per prendersi cura della consorella partoriente: è il misterioso e stupefacente incontro tra due grandi umanità, che la guerra non ha sopito, che rende possibile il miracolo del cambiamento e della redenzione.
E la stima nata verso queste mute testimoni della Fede si rivolge progressivamente verso lo stesso convento, unico baluardo di umanità rimasto nella desolazione delle rovine, anche e soprattutto umane, causate dalla guerra.
Si fa strada in lei una sorta di consapevolezza del ruolo insostituibile di quel segno, per lei così sconosciuto ma affascinante, fino a sorprendersi, durante un colloquio col collega medico ebreo, a confessare la sua preoccupazione per il destino del convento e di tutta la Chiesa Polacca di fronte all’insediamento del nuovo governo comunista.
Man mano che Madeleine approfondisce la conoscenza di questa piccola ma determinata comunità religiosa, emergono personalità e sensibilità diverse, dalla badessa scellerata, più preoccupata della difesa dell’onorabilità della sua organizzazione che delle vite delle giovani creature delle proprie figlie a lei affidate, alla suora che, suo malgrado, sente nascere, senza rinnegare la propria fede, la vocazione materna, dalla religiosa entrata in convento per costrizione economica, alla vedova sinceramente appassionata al destino delle proprie sorelle e della propria gente.
Ma ciò che accumuna tutte queste donne, che le rende un unico organismo vitale è proprio il luogo stesso che le racchiude e le ospite, il convento, così freddo e cupo durante il duro periodo invernale dei parti, così solare e sereno nel quadro primaverile di servizio ai tanti orfanelli, ma sempre protezione (quasi) sicura e accogliente per tutte le anime povere e pure.
Quando il precipitare degli eventi metterà seriamente a rischio la sopravvivenza del convento, e della Fede stessa in quel triste e povero territorio, la Provvidenza assumerà proprio il volto di questa fragile (atea?) ma forte dottoressa, che avrà infatti l’idea risolutiva che salverà non solo il destino delle suore, ma che riporterà il convento a ridiventare segno visibile della presenza della Chiesa ed elemento fondante di speranza per la ricostruzione di una possibilità di convivenza civile.
E così, in modo misterioso e commovente, sarà proprio lo straordinario intervento della “comunista atea” Madeilene a salvare l’anima di queste sfortunate suore e con esse anche la possibilità per la Chiesa stessa di continuare ad essere la spina dorsale morale del suo popolo.
Per tutti coloro che desiderano approfondire la sorprendente figura di questa grande donna, consigliamo di visitare la sua pagina Facebook, curata dal nipote Philippe Manyal, scopritore e divulgatore dei suoi diari, attraverso il libro “L’Insoumise” https://www.facebook.com/MadeleinePauliac/

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