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Eventi

Biassono (MB): Open day

Giornata di incontro aperta a tutti

Il Centro Culturale "Don Ettore Passamonti" organizza una giornata di Open Day.
La sede sarà aperta la mattina dalle 9.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30. Avremo l'occasione di incontrare i soci e la popolazione, prendere un aperitivo insieme, vedere le foto e i cartelli delle iniziative dello scorso anno e, naturalmente, rinnovare la propria iscrizione o - per chi non fosse iscritto - aderire alla nostra associazione.

Cultura della vita o cultura della morte? Dell’accoglienza o dello scarto? Dello scontro o dell’incontro? Della costruzione o della distruzione? La risposta e le scelte del Centro Culturale Don Ettore Passamonti nel programma 2018 «Sta crescendo, è cresciuta e cresce fra noi una cultura della distruzione», così ha detto Papa Francesco, rispondendo a braccio alle domande che gli hanno posto quattro ragazzi e un insegnante in un raduno di studenti. «Dio ha creato l’uomo per costruire – ha ricordato il Papa – ci ha dato il mondo per farlo crescere, per fare che vada avanti, ci ha dato l’intelligenza per fare tante invenzioni per il bene di tutti; ma a un certo punto – non so cosa è successo – è incominciata
una cultura di distruzione: si distrugge tanto, tanto!».
Come possiamo costruire in una società in cui tutto scorre vorticosamente se in noi si attiva la coscienza di un senso? Superando il pregiudizio, l’inerzia, il risentimento - tutto ciò che ci chiude agli altri, ci disturba nella ricerca del senso delle cose, ci impedisce di incontrare la realtà e di accogliere le domande che essa ci pone. Ce lo ricorda don Julián Carrón, successore di Mons. Luigi Giussani alla guida del movimento ecclesiale di CL, nel libro dialogo con il giornalista Andrea Tornielli, dal titolo molto suggestivo “Dov’è Dio?”. Ecco che cosa racconta: «Quando facevo il professore di religione, un ragazzo in fila al self service della scuola mi chiese: “Ma lei è sicuro di quello che dice su Dio?” Gli risposi: “Sì, perché, vedi ciò che distingue la mia posizione è che io non parto da Dio, parto dalla realtà”». È proprio da uno sguardo spalancato alla realtà nella sua interezza, libero da censure, aperto a tutte le possibilità, che si diventa sempre più capaci di andare in profondità e cogliere il positivo che esiste in essa, e quindi di costruire in un cambiamento di epoca come quella in cui
viviamo.
«La situazione attuale - osserva ancora don Carrón - mi sembra rappresenti una grande opportunità per stabilire un rapporto con persone che hanno origini e storie diverse. In tale contesto il cristianesimo può dare un contributo, ma solo
se è testimoniato nella sua vera natura, se è vissuto nella sua essenzialità.
È a questo che il Papa, in tante occasioni, ci invita. Là dove il cristianesimo si propone nella sua originalità come avvenimento di vita, come presenza affascinante concreta dell'umanità nuova, esso è in grado di suscitare nuovamente interesse nella società secolarizzata. Una situazione come quella che stiamo vivendo ci urge a scoprire di nuovo la nostra origine».
«In un mondo – conclude il responsabile di Cl - multiculturale e multietnico come il nostro, nel quale certe evidenze e certi valori condivisi sono venuti meno, il cristianesimo può interessare solo per l'attrattiva che suscita e nient'altro».
In questa prospettiva il Centro culturale Passamonti intende continuare il suo servizio proponendosi a tutti gli uomini di buona volontà come luogo, compagnia, strumento per costruire facendo cultura: quella della vita (non della morte), dell’accoglienza (non dello scarto), dell’incontro (non dello scontro), della presenza (non del nascondimento), del dialogo (non della chiusura).

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