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Casale Monferrato (Al): Dio nel Natale si è fatto presente

Presepe Vivente

Il Centro Culturale "Alberto Gai" ha riproposto il consueto appuntamento del presepe vivente. Proporre l’avvenimento del Natale nel bel mezzo della città, incrociare, con il corteo del presepe, lo sguardo più o meno attento e i passi frettolosi di centinaia di persone è un modo per ricordare che, con la nascita di Gesù, Dio è entrato nel mondo desideroso di incontrare la storia particolare di ogni singolo uomo. Cristo si propone come unica speranza per ognuno di noi che, per quanto distratti o smemorati, non possiamo estirpare dal nostro cuore il richiamo di quel Dio che nel Natale si è fatto presente.

Resoconto dell'evento
Nel pomeriggio di sabato 23, all’avvio del presepe vivente nella chiesa di Santa Caterina, l’invito rivolto dal Centro culturale Alberto Gai (organizzatore dell’evento) ai numerosi partecipanti è stato quello di immedesimarsi con i personaggi del presepe, essere poveri di spirito, semplici di cuore, per abbandonare la posizione in cui si è, andare a cercare Gesù, come fecero i pastori di Betlemme, e saperlo accogliere, come fece Maria. E questo cammino di preparazione al Natale, colto da tutti coloro che hanno seguito con attenzione la sacra rappresentazione, è stato significativamente compiuto accanto al vescovo, che per la prima volta ha accompagnato il corteo dalla prima all’ultima tappa e, alla fine, accogliendo tutti in duomo dove è stata rappresentata la Natività, ne ha sottolineato il profondo significato: «Non è stata la rappresentazione di una fiaba,» ha osservato mons. Gianni Sacchi «Gesù è venuto 2000 anni fa ma oggi continua a venire nella nostra quotidianità, nella Parola che ascolto, nell’Eucaristia che spezzo e che ricevo, nei Sacramenti, ma soprattutto viene nel fratello che incontro. Il Natale ci ricorda che Dio si è fatto uomo e che ogni uomo è presenza di Dio. Tutte le religioni sono il tentativo dell’uomo di arrampicarsi verso Dio, ma nel Natale è Dio che ci viene incontro e allora lasciamoci incontrare da Dio, apriamo gli occhi! Lasciamoci stupire da questo Dio che quotidianamente ci incontra, il problema è che tante volte non ci accorgiamo che cammina con noi e ci trova spesso assonnati e disattenti». Un incontro e una proposta che sono per tutti, come ha ricordato Paolo Patrucco del Centro culturale Alberto Gai, leggendo al termine della rappresentazione un recente intervento su «Avvenire» di don Julián Carrón: «Da 2000 anni l’annuncio della salvezza, tanto impensabile dall’uomo quanto reale, è proprio per tutti, nessuno escluso. Chi lo riconosce comincia a vedere i germogli di una vita che fiorisce».
Attraverso la riproposta di una tradizione popolare, aiutati dalle scene che fanno ripercorrere il racconto evangelico e dai canti, il presepe vivente intende rinnovare ogni anno questo augurio e dare voce a quel richiamo di Dio nel cuore di ogni uomo.


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