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Eventi

Giussano (MB): Di ombra e di luce

Spettacolo teatrale sulla figura di Caravaggio con Matteo Bonanni

Il testo teatrale nasce dal desiderio e dalla necessità di sentire parlare di Caravaggio da Caravaggio stesso. Lo spettacolo, un assolo drammatico dell'artista, coincide con la parte finale della sua vita: nel luglio del 1610 dopo anni di fuga da Roma a Napoli e poi in Sicilia, Caravaggio si reca a porto d'Ercole per salpare su una nave che l'avrebbe dovuto ricondurre a Roma.
Aveva da poco ottenuto la grazia dalla condanna a morte che pendeva sul suo capo a causa di un omicidio da lui compiuto durante una rissa; ma a Porto d'Ercole viene fermato e interrogato per accertamenti e intanto la nave salpa senza di lui.
Malato e abbandonato, troviamo l'artista solo e febbricitante sulla spiaggia di Porto d'Ercole in una sorta di delirante racconto di sé stesso, che si snoda attraverso lucide considerazioni sulla sua arte e drammatiche descrizioni della sua contraddittoria natura umana.
Caravaggio è un artista che ci ha lasciato eredi di un'opera immensa che non si finisce mai di ammirare e scoprire. Le sue tele dichiarano un forte e spietato realismo che si manifesta all'interno di un contesto misterioso e spirituale, dove il sacro si incontra con la materia. L'inquadratura stringente e l'uso marcato dell'ombra e della luce (come a teatro), recintano e allo stesso tempo dilatano figure e cose. La forza e la disarmante bellezza delle sue opere sta proprio in questa unione di elementi che solo il Merisi è in grado di raggiungere.
La descrizione dei corpi, delle vesti, degli ambienti, degli oggetti e della natura, si dipana in una misteriosa, urgente, allarmata visione, che supera il tempo e lo spazio, rendendo ogni sua opera una vera e inaspettata apparizione.
La rappresentazione teatrale è lontana da stereotipi e connotati didascalici, avvicinandosi il più possibile al corpo e alle parole del personaggio nel quale l'attore si identifica. La messa in scena si struttura in un divenire di soluzioni registiche capaci di generare e rigenerare il mondo visivo dell'artista.
L'azione drammaturgica non vuole essere un resoconto del finale di una vita tormentata, piuttosto il tentativo di compiere un viaggio dentro l'anima dell'artista per superare l'idea riduttiva di Caravaggio come personaggio maledetto, distruttivo o autodistruttivo, o ancor peggio, fuori dal suo tempo. Michelangelo Merisi è stato pienamente uomo del suo tempo, erede geniale dell'arte che l'ha preceduto, interprete lucido e rigoroso della rappresentazione del sacro che fonde con le sue tensioni personali.

Di ombra e di luce non è un racconto ma piuttosto una incursione sfacciata e umile, (dettata da ammirazione e affezione) nel cuore di un artista, di un uomo che emblematicamente si offre con le sue miserie e grandezze, peccati e redenzioni, nella luce e nell'ombra, come ogni uomo.

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