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Biassono (MB): Disporre della vita e della morte

Dialogo sul fine vita, esperienze e testimonianze

Il Centro Culturale "Don Ettore Passamonti" organizza l'incontro dal titolo "Disporre della vita e della morte", dialogo sul fine vita, tra esperienze, testimonianze e diritto.

Il tema del “fine vita”, balzato in queste settimane sulle prime pagine dei giornali sia per gli episodi di due italiani che sono ricorsi al cosiddetto “suicidio assistito” in Svizzera, che per la recentissima decisione della Corte Inglese di sospendere le cure al piccolo Charlie, contro il parere dei genitori, chiede in realtà di approfondire se e perchè l’uomo e lo Stato possano o meno disporre della vita di un'altra persona.

A una breve introduzione dell’Avv. Roberto Respinti del “Centro Studi Rosario Livatino” che chiarirà anzitutto i termini giuridici della questione ( cosa si intende per accanimento terapeutico, suicido assistito, trattamenti terapeutici di alimentazione e idratazione, eutanasia ), seguirà poi la testimonianza di Lorenzo Moscon, studente universitario affetto da triplegia spastica dalla nascita e appassionato di temi di bioetica, che nei giorni immediatamente successivi alla tragica fine di Dj Fabo, ha scritto a tutte le forze politiche nonchè ai presidenti di Camera, Senato e della Repubblica per raccontare la sua esperienza ed esprimere le sue considerazioni sulla legge relative alle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) di fine vita, in quei giorni in approvazione alla Camera. Don Vincent Nagle, della fraternità Sacerdotale S. Carlo, racconterà poi la sua lunga esperienza come Cappellano della Fondazione Maddalena Grassi di Milano, l'istituto che segue malati cronici o terminali e che si era presa cura anche dell'assistenza a domicilio di Dj Fabo fino al giorno prima del viaggio in Svizzera per porre fine alla sua vita. Chiuderà la tavola rotonda ancora l’Avvocato Respinti, che a fronte delle testimonianze ascoltate , ci spiegherà se e come la Legge sulle DAT appena approvata alla Camera sia una legge in favore della cultura della vita o della cultura della morte, cioè se e come consenta di disporre della vita e della morte di una persona, toccando anche aspetti normativi molto delicati, quale l’obiezione di coscienza non prevista per i medici e se e come la stessa legge non costituisca in realtà il primo passo verso l’introduzione strisciante dell’eutanasia nel nostro Paese.

Intervengono

Roberto Respinti, avvocato

don Vincent Nagle, cappellano della Fondazione Maddalena Grassi

Lorenzo Moscon, studente, autore di un appello ai capigruppo di Camera e Senato contro il disegno di legge sulle DAT

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