Seguici su:

Eventi

Ancona: Migranti, la sfida dell'incontro

Incontro di presentazione della mostra itinerante

Incontro di presentazione dell'esposizione della mostra itinerante "Migranti, la sfida dell'incontro" organizzata dal Centro Culturale "Miguel Manara" e dal Comune di Ancona. Realizzata in occasione della manifestazione “Meeting per l’Amicizia fra i popoli”, anno 2016, la mostra sui migranti offre uno sguardo curioso e appassionato al destino di milioni di persone che prova ad immedesimarsi nella loro umanità che deve far i conti con lingue, culture e situazioni nuove. Propone l’argomento non anzitutto come un “problema” o dando una ricetta, ma guardando negli occhi gli uomini e le donne che emigrano. Chi è quell’”altro” che bussa alle porte delle nostre società, da quali terre arriva, perché ha deciso di lasciarle per venire dalle nostre parti? Sono le domande con cui la mostra prova a confrontarsi.

Saluti
Antonio D'Acunto, Prefetto di Ancona
Antonio Mastrovincenzo, Presidente Consiglio Regionale delle Marche

Sono intervenuti
Emma Capogrossi, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ancona
Giorgio Paolucci, Curatore della mostra e giornalista
Simone Breccia, Responsabile Caritas Diocesana

Resoconto della mostra
In questi quindici giorni di esposizione della mostra "Migranti, la sfida dell'incontro" presso la Chiesa di Santa Maria della Piazza di Ancona - giorni intensi di incontri con testimoni diretti del dramma di questi spostamenti epocali cui oggi assistiamo - nell'esperienza, nella carne, ci è apparso più chiaro il senso del continuo richiamo di Papa Francesco sui migranti. Molti di noi hanno cominciato a comprendere che Il Papa in realtà indica continuamente di rivolgere lo sguardo a queste persone, non principalmente per un richiamo alla generosità, non soltanto per una necessità da soccorrere, ma per la salvezza di noi stessi. Siamo noi che stiamo affogando nelle nostre idee già sapute, nel crollo di tutto ciò che pensavamo eterno e indistruttibile ( valori, istituzioni, comportamenti...). Siamo noi che
abbiamo bisogno ora dell'incontro con l'altro perché il nostro cuore possa tornare a battere.
Il filosofo dell'Universita' statale di Milano, Carmine di Martino, ha detto, sintetizzando alcune testimonianze di accoglienza in uno dei convegni a latere della mostra: "L'accoglienza ricevuta apre a una accoglienza offerta. In quanto si riceve, si è intenzionati a dare, non si riesce ad accogliere se non si è stati accolti". Ha poi concluso affermando che l'altro, il diverso, chi viene da lontano non è un
pericolo, ma è necessario al futuro della nostra identità: " Una identità che non si evolve, muore. Quando si smette di avere a che fare con l'altro, con gli altri, ci si atrofizza, si muore". Coloro che si sono mossi per la mostra, che hanno incontrato ragazzi delle scuole e persone curiose o critiche, hanno vissuto questa esperienza di rinascita personale.
Gli stessi rappresentanti delle istituzioni che hanno collaborato in questa iniziativa con il Centro Culturale M.Manara - assessore ai servizi sociali, prefettura, rappresentanti della Caritas, aderenti a varie associazioni di accoglienza - hanno trovato in questa occasione un luogo in cui poter liberamente guardare le difficoltà incontrate nel proprio lavoro e condividere cordialmente le esperienze positive
vissute.
Grazie al Comune di Ancona, grazie alla Caritas diocesana, abbiamo potuto conoscere e stringere amicizia con ragazzi rifugiati, accolti nelle strutture dei servizi sociali e in famiglie, provenienti dal Mali, dal Ghana o dalla Somalia ( ogni sera, presso la sede della mostra, si svolgevano incontri e testimonianze aperte al pubblico). Il desiderio di felicità e la voglia di realizzazione del proprio destino
che risplendevano lucenti negli occhi di questi testimoni ( alcuni a quindici anni hanno attraversato il deserto e mille altri pericoli e difficoltà per raggiungere una vita dignitosa) sono gli stessi che vorremmo trovare nello sguardo nostro e dei nostri figli. Stando con loro quella energia di vita si attacca anche a noi.
Anche il Cardinale Menichelli salutandoci ci ha detto che una situazione comune ci mette insieme a tutti i migranti: " Siamo tutti migranti, cioè abitiamo tutti un luogo che non ci appartiene ma che ci è stato donato da un Altro, tutto ciò che abbiamo non è nostro ma è un dono da condividere".
(Nicola Campagnoli)


Quando

Dove

Organizzato da

Personaggi