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Eventi

Vedano Olona (Va): Il grande spettacolo del cielo

Incontro con Marco Bersanelli e Davide Rondoni

Inaugurazione della 10°edizione della Fiera di San Pancrazio con l'incontro dal titolo "Il grande spettacolo del cielo" con Marco Bersanelli, professore di Astronomia e Astrofisica e direttore della Scuola di Dottorato in Fisica, Astrofisica
e Fisica Applicata presso l'Università degli Studi di Milano, responsabile della missione Plank, satellite lanciato dall'ESA - Ente Spaziale Europeo e Davide Rondoni, poeta. Ha pubblicato diversi volumi di poesia, realizza e collabora a programmi di poesia in tv (Rai, Sky, San Marino rtv e tv2000) e ad alcuni quotidiani come editorialista, ha diretto eventi e festival di poesia. E' autore di teatro e di traduzioni da Baudelaire, Rimbaud, Péguy e altri. Ha partecipato a festival internazionali di poesia in molti paesi. Tiene corsi di poesia presso alcune
Università e gruppi di vario genere.

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Cronaca dell'incontro
Così esordisce la decima edizione della Fiera di San Pancrazio, aperta dalla conferenza Il grande spettacolo del cielo.
Davide Rondoni, poeta, traduttore e autore di teatro, centra il suo intervento sulla natura. Un concetto che oggi, abituati all’artificialità, continuiamo a rincorrere sulle etichette di quello che mangiamo, di quello che usiamo nella vita di tutti i giorni. Ma cos’è il naturale? L’imprevisto, la meraviglia. Un infinito tessuto di casi che l’uomo non controlla. E continua, riprendendo Leopardi: “Quando l’uomo guarda le stelle si confonde con esse. Diventa “quasi un nulla”. Un paradosso. Che per logica non può essere risolto. Cosa sposta il pendolo verso il “quasi”? Una soluzione affettiva. Una forza più attrattiva del ragionamento. Un’eredità di amore o di morte. Questo è quanto l’uomo lascia, quando il tempo naturale della sua permanenza terrena finisce. Un tempo biologico, infinitesima parte di un respiro universale”.
Qui si incanala la riflessione del Dottor Marco Bersanelli, docente di Astrofisica dell’Università Statale di Milano e responsabile del lancio del satellite Plank dell’Ente Spaziale Europea. Dopo aver tracciato la storia dell’uomo che osserva la volta celeste, primigenio gesto verso un infinito perfetto e fuori dal tempo, il professore ha tenuto a sottolineare come arte e scienza si compenetrino e siano necessarie l’una all’altra: “Entrambi — spiega — sono tentativi di osservazione sistematica della realtà, composta da una natura non effimera, molto più grande di noi. Se prima tutto questo era motivato da una mera questione di sopravvivenza, col passare dei secoli è diventata curiosità, volontà di avvicinarsi a qualcosa di perfetto, di divino. E il luogo di incontro universale per antonomasia è la chiesa. Prendiamo, ad esempio, la Torre del Firmamento della Sagrada Familia: qui, tra le guglie di Gaudì, nel punto più alto e commovente di questa architettura in fase di compimento, si ritrovano scolpite e raffigurate le linee dell’espansione dell’universo, l’equazione matematica posta da Einstein e risolta da Lemaitre. La misura dello spazio e del tempo è quantificabile in arte e noi, punti vertiginosi che li osserviamo, ne siamo il centro perfetto”.

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