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Pesaro: L'altro è un bene

Incontro e dialogo con Wael Farouq

Il Centro Culturale "Città Ideale" è stato tra gli organizzatori dell'incontro dal titolo "L'altro è un bene", dialogo con Wael Farouq, docente di Lingua araba all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Cronaca dell'incontro
Quattrocento persone, attentissime. Questo si coglieva nel densissimo silenzio che accoglieva le vibranti parole di Wael Farouq, rivolte al pubblico pesarese delle grandi occasioni. E il 4 aprile è stata veramente una grande occasione, per riflettere insieme sulle sfide che questo momento storico ci pone, mentre l'Europa è meta di ondate migratorie senza precedenti e obiettivo di imprevedibili, violenti attacchi terroristici.
Il titolo dell'incontro, "L'altro è un bene", si è trasformato in una domanda posta ad ognuno di noi, e tutto il percorso compiuto, mentre gli interventi del pubblico davano origine ad un dialogo interessantissimo, ci ha coinvolto in un lavoro che, così abbiamo capito, deve essere personale e leale. Troppi gli stereotipi con cui ragioniamo di fronte all' altro e reagiamo alla sua diversità. Troppo radicata in noi l'incapacità di giudicare persino la nostra esperienza più personale, quella religiosa. Troppo assente la realtà dalle nostre analisi, assenti i fatti dalle cronache televisive. Sì, perché la convivenza è possibile, in molte realtà cristiani e musulmani vivono insieme e insieme rischiano la vita, in ogni parte del mondo. Certo, bisogna ricostruire la propria identità e chiarire il significato di parole che anche noi occidentali usiamo senza più spessore, libertà, tolleranza, dialogo. Farouq ha sottolineato la necessità di liberarsi degli stereotipi.
Ad essi va sostituito l'io, la testimonianza di ognuno dei nostri "io". Non avere fiducia nel musulmano non è il solo ostacolo, non avere fiducia nell' io dell'altro, questo è l'ostacolo più grande. La nostra certezza a volte diventa una forma chiusa, ci ha detto Farouq, l'attaccamento a un rito senza un cuore che batte, invece la vera certezza nasce dal legame con una persona in carne ed ossa, solo in questo modo non prevale l'etichetta posta sull' altro, ma la sua presenza reale.
La differenza non è un male, e uno sguardo nuovo sull'altro può sconfiggere la diffidenza. Quale grande insegnamento sta dando Papa Francesco, con la costante sottolineatura della Misericordia!
Insomma, quello che abbiamo di fronte è un grande lavoro, una grande sfida, la possibilità di una grande ricchezza. Non sono delle frontiere chiuse o dei confini più forti che servono, ma la disponibilità di ognuno a compiere questo percorso. Capiamo che nessuno può farlo al posto nostro, e che l'io, nel mondo attuale, in questo presente drammatico e affascinante è la grande risorsa. Cosa ci rende più veri e più profondamente noi stessi? Dialogando con Wael Farouq abbiamo assistito allo spettacolo di due mondi che si guardano con stima e si parlano senza paura, senza scetticismo e senza facili riduzioni. È stato un dialogo che ha riacceso la speranza, che ci ha fatto vedere una strada possibile da percorrere. Oggi, da subito.
(Maria Grazia Falghera, Centro Culturale Città Ideale)


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