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Cucciago (Co): Educare i figli cristianamente è possibile oggi?

Incontro con don Vincent Nagle

Il Centro Culturale "L. Padovese" ha organizzato con la Pastorale Cucciago-Senna per il ciclo "Incontri di Quaresima 2016", l'incontro dal titolo "Educare i figli cristianamente è possibile oggi?

E' intervenuto
don Vincent Nagle, prete missionario della Fraternità San Carlo Borromeo

Cronaca dell'incontro
Molto americano … nella concretezza, nella chiarezza e nell’acuta ironia. Molto italiano … nella passione.
Don Vincent, partendo da una recente inchiesta apparsa sulle pagine di un noto quotidiano, ha evidenziato come il basso tasso di natalità odierno della nostra società sia da individuare innanzitutto in una mancanza di ragioni adeguate per affrontare le sfide della vita da parte degli adulti. Sempre meno, infatti, si ha coscienza del perché valga la pena mettere al mondo dei figli, non riuscendo noi per primi a rintracciare nella nostra esperienza le ragioni ultime di una vita che, seppur per ognuno diversa, ha come comune denominatore certo l’esperienza del dolore e della morte. Al momento della nascita dei nostri figli, infatti, possiamo promettere loro il mondo intero, ma saremo in grado di garantire solo due cose: che soffriranno e che dovranno morire…. e che parte della sofferenza che loro dovranno affrontare saremo stati noi a generarla.
Attraverso esempi concreti, ha poi spiegato come da un lato la figura materna mantenga ancora generalmente le caratteristiche di accoglienza, di protezione, mentre la figura del padre risulta essere l’elemento familiare in crisi. Ha domandato: “Se vi chiedessi a cosa serve una madre, tutti rispondereste subito: a proteggere, a dare affetto, a curare…; ma se domandassi a cosa serve il padre rispondereste un po’ titubanti …”.
Funzione del padre è quella di introdurre i figli nel mondo per vivere una missione e uno scopo.
Scopo della vita ha ricordato don Vincent non è, infatti, quello di stare bene ma vivere un ideale tale per cui valga la pena la fatica del vivere e del morire.
Allora cosa è l’educazione? Educazione è introdurre i figli, e chiunque ci sia affidato, in una storia ben più grande di sé, alla ricerca e al servizio di un compito, testimoniando con la propria vita le ragioni che rendono ragionevole il vivere, il soffrire e il morire. Testimoniando, sì, perché i figli, anche se non ci ascoltano … ci guardano.
Non a caso, nel Vangelo di S. Giovanni, per parlare di Dio e del suo rapporto con Lui, Gesù usa due espressioni che si equivalgono: “il Padre” e “Colui che mi ha mandato”: il padre è colui che invia nel mondo con uno scopo. “Figlio, hai ricevuto una grande eredità, vai… vai a prenderla!”
Cosa distingue, dunque, l’educazione cristiana da ogni altro tipo di educazione? La certezza che si è dentro una storia che sappiamo che finirà bene; non che va bene, ma che finirà bene e noi cristiani possiamo essere i migliori educatori del mondo, se solo facciamo memoria del fatto che questa certezza dell’esito buono non è appena una promessa, ma una Presenza che cammina insieme a noi in tutte le circostanze della vita.

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