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Milano: Immigrati. Risorsa per Milano e l'Europa?

Ciclo Incontri "L'altro è un bene"

La polveriera del Medio Oriente e l'emergenza profughi, il flagello dell'Isis, gli attentati a Parigi, Beirut, Tunisi, San Bernardino. Echi di quella che Papa Francesco chiama "guerra mondiale a pezzi". In un mondo sempre più globalizzato non c'è niente che possa essere considerato come "lontano". Il confronto con l'altro è ormai un tema ineludibile, ma di fronte al quale prevalgono lo smarrimento e la paura. E per fare i conti con questi stati d'animo non possono bastare le analisi degli esperti, le promesse dei politici o le garanzie di maggiori controlli per garantire più sicurezza. Occorre qualcosa di certo su cui fondare l'esistenza, qualcosa che aiuti la vita a ritrovare una direzione di marcia. Occorre guardare a chi costruisce spazi di socialità nuova, luoghi dove le diverse identità si incontrano e si esprimono, a partire dalla convinzione che per ogni uomo il rapporto con l'altro è una dimensione costitutiva. Altrimenti sarà difficile uscire dalla crisi in cui ci troviamo, nei rapporti umani, sociali e politici.

Il Centro Culturale di Milano, insieme a Nocetum, VITA, Progetto Arca, Casa della Cultura Islamica, Cooperativa Martinengo e con la collaborazione di Dialoghi di Vita buona, propone un ciclo di incontri che vogliono valorizzare realtà che si muovono in questa prospettiva, persone e opere dove fiorisce l'umano come bene per tutti.

Sono intervenuti
Gian Carlo Blangiardo, demografo, docente nell’Università degli Studi di Milano
Francesco Wu, Presidente Unione Imprenditori Italia-Cina
Mahmoud Asfa, Direttore della Casa della Cultura Islamica

Ha coordinato
Giorgio Paolucci, giornalista

LEGGI «Non c’è integrazione senza amicizia» di Letizia Bardazzi (da Tracce.it, 04/02/16)
Nella storica Sala Alessi di Palazzo Marino, ha preso il via il ciclo "L’altro è un bene. Migrazioni e cittadinanza a Milano". Con cui il Centro Culturale di Milano, in collaborazione con Nocetum, Vita, Progetto Arca, Casa della Cultura Islamica, Cooperativa Martinengo e Dialoghi di Vita buona, parla del confronto con l’altro nella società plurale, indicando l’esistenza di luoghi in cui soggetti diversi, ciascuno con la propria identità, possono incontrarsi ed aiutarsi a camminare verso il destino di felicità a cui tutti aneliamo. Una grande occasione di arricchimento fra identità diverse.

L’incontro di ieri sera, coordinato da Giorgio Paolucci, giornalista e curatore del ciclo, si apre con le domande: «Gli immigrati sono una risorsa per Milano e per l’Europa? Come l’immigrazione ha cambiato il volto alla città? Come la città cambia il volto incontrando i suoi nuovi cittadini?». Tre punti di vista per rispondere a questa domanda.

Il professor Gian Carlo Blangiardo, demografo dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, presenta un'immigrazione fatta di permanenza, di persone che vivono il territorio e si radicano nei luoghi dove lavorano e dove crescono i figli. L'Italia è un Paese con 6 milioni di stranieri. Una presenza che nel tempo ha cambiato volto. Cresce l'anzianità di soggiorno degli stranieri, crescono le seconde generazioni e si rafforza la condizione di stabilità. Gli stranieri a Milano sono una presenza qualificata: il 40% è laureato, anche se poi svolgono lavori non qualificati. Le potenzialità del patrimonio demografico degli immigrati è enorme. A fronte di un 2015 che ha registrato il picco più basso delle nascite, il contributo degli stranieri a Milano è fondamentale. Un fenomeno vitale, con cui fare i conti.
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