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Cucciago (Co): Basta volersi bene per fare famiglia?

Incontro con Eugenia Scabini

Il Centro Culturale "L. Padovese" ha organizzato con la Pastorale Cucciago-Senna per il ciclo "Incontri di Quaresima 2016", l'incontro dal titolo "Basta volersi bene per fare famiglia?" Come si pone il Cristiano verso la legge sulle unioni civili?

E' intervenuta
Eugenia Scabini, presidente del comitato scientifico del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia e professoressa di Psicologia dei legami familiari all'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano

Cronaca dell'incontro
Famiglia tradizionale, famiglia “arcobaleno”, famiglia allargata … Tutte le forme di “ famiglia” sono valide allo stesso modo? Con questa provocazione si apre il dialogo con la dott.ssa Eugenia Scabini, relatrice in un incontro di dibattuta attualità e che ha visto un pubblico numeroso, interessato, coinvolto in numerosi interventi e domande.
Allora si può pensare a una liberalizzazione e “pluralizzazione” della famiglia?
Per rispondere a questa domanda, occorre una riflessione sull’identità della famiglia, riflessione che consenta di identificare le caratteristiche essenziali che la rendono tale - e cioè propriamente famiglia - e che consentano anche di distinguerla da tutto ciò che non è propriamente famiglia.
E qui viene citato l’Arcivescovo Scola: “La famiglia è la prima e decisiva scuola di relazioni. Al suo interno vengono custodite e accompagnate a maturazione le due più elementari differenze dell’esistenza umana, quella tra i sessi (uomo/donna) e quella tra le generazioni (genitori/figli), rinvenibili presso tutti i popoli e in tutte le culture”.
Perciò quei legami che negano una o entrambe queste differenze, non possono qualificarsi come legami familiari, ma appunto sono semplici unioni civili o altro.
Non basta però unire generi e generazioni per fare famiglia. La relazione familiare ha anche sue proprie caratteristiche affettive ed etiche che la qualificano come tipicamente umana; la famiglia è infatti chiamata a umanizzare ciò che in essa vive e da lei nasce. Come viene detto nella “Familiaris Consortio”: «famiglia diventa ciò che sei». La relazione familiare è perciò un legame specifico tra generi e generazioni che va nutrito con le qualità etico -affettive tipiche dell’umano. Infatti le relazioni possono diventare cattive, perché la buona qualità delle relazioni va conquistata: l’amore è un compito!
Oggi la famiglia è a rischio: in questa cultura “fluida” sono decisamente preminenti gli aspetti emozionali, intesi come espressione spontanea del sé, e invece relegati nello sfondo gli aspetti relativi alla responsabilità del vincolo/legame con l’altro. L’altro non è più un bene per me proprio perché è differente/complementare a me, anzi più è uguale a me e più è facile la relazione.
Papa Francesco stesso ricorda quanto è difficile oggi confrontarsi nelle differenze, anche sessuali.
Questo modo di concepirsi nelle relazioni diventa oggi un rischio concreto a causa della tecnologia riproduttiva che può soddisfare ormai diverse esigenze (fecondazione eterologa, utero in affitto…)
Richieste, queste, che partono da desideri/bisogni assunti a diritto, ma che tengono poi conto dello sviluppo emotivo dei bambini?
E alla fine un compito: testimoniare, testimoniare la bellezza e la “convenienza umana” di buone relazioni “custodite e accompagnate” nella coppia e nella comunità fra i coniugi e con i figli.
(Centro Culturale L. Padovese)

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