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Cambiago (Mi): Luoghi e maestri delle scienza

Presentazione mostra

Il Centro Culturale don Renzo Fumagalli organizza la presentazione della mostra "Sulle spalle dei giganti- luoghi e maestri della scienza nel Medioevo". La mostra è stata realizzata in occasione della manifestazione “Meeting per l’Amicizia fra i popoli”, anno 2005. Con questa mostra ripercorriamo il lungo cammino che ha portato alla nascita della scienza moderna. Scopriremo cose sorprendenti e alcuni passi di questo cammino che sono ancora poco note alla maggior parte della gente. Lentamente e con fatica stanno cadendo i pregiudizi culturali che ci hanno fino a non molti anni fa celato interi secoli di storia vivace e affascinante. Gli stessi termini “medioevo”, “gotico”, “secoli bui” sono stati coniati per evidenziare il disprezzo verso un’epoca considerata arretrata, violenta e superstiziosa. Decenni di studi storici, con riscoperta di archivi ormai dimenticati, hanno riportato alla luce tutta la vivacità di un’epoca da cui finalmente si scorgono le radici dell’epoca moderna.
Nei secoli XI e XII si assiste ad un vero rinascimento culturale (in pieno medioevo), un’esplosione di conoscenze e innovazioni, la nascita di università e ospedali, la costruzione delle grandi cattedrali gotiche.
In particolare ci soffermiamo sulla scienza.
Per scienza moderna si intende lo studio sistematico e ordinato della natura e la
sua descrizione attraverso particolari e complessi metodi matematici. In questo
senso la scienza moderna è nata nel ‘600 con i lavori fondamentali di Galileo Galilei (metodo sperimentale) e di Isaac Newton (equazioni differenziali). Ma, mentre Galileo non cita le sue fonti, Newton riconosce il suo enorme debito verso tutto quel percorso culturale nato alcuni secoli prima e che ha preparato il mondo a questa rivoluzione. Egli stesso riprende un vecchio passo di Bernardo di Chartes “Siamo noni sulle spalle di giganti” per esprimere il suo debito verso tutti quelli che l’hanno preceduto.
La scienza moderna quindi poggia le radici in un luogo ben preciso della storia e del tempo: l’Europa cristiana medievale.
Noi lo diamo per scontato oggi, ma la sensazione che la natura sia osservabile,
studiabile e predicibile presuppone che il mondo sia percepito come buono e accogliente dei o di una natura bizzarra. In queste condizioni nessuna scienza potrebbe nascere.
Nel momento in cui l’uomo percepisce il mondo come un luogo fatto apposta
per lui, quindi bello e ordinato, l’uomo capisce che vale la pena studiarlo, ne trova un appagamento. Pensiamo alla meraviglia che proviamo di fronte alle stelle, al
mare o alle montagne. E’ anche necessario che il contesto sociale permetta ad alcuni, di non dovere occuparsi del proprio mantenimento, anzi che spinga i più dotati a studiare invece che lavorare. Questo in un contesto di miseria o di vita primitiva non è possibile. Molte civiltà nella storia hanno prodotto notevoli risultati in tutti i campi, ma non hanno sviluppato la “scienza” nel senso moderno: i greci ci hanno lasciato una grossa eredità nel campo della filosofia, della logica e della geometria, dal mondo arabo e indiano abbiamo ereditato i fondamenti della matematica e dell’astronomia.
Ma l’una era finalizzata a regolare i commerci, l’altra per un utilizzo pratico.
Il mondo medievale europeo, nel momento in cui gli scritti degli antichi sono stati
tradotti in latino, ha coagulato il tutto nelle grandi scuole nate attorno alle cattedrali e poi diventate università. Gli studenti viaggiavano da una università all'altra, la lingua unica latina parlata in Europa agevolava questi scambi.
(Centro Culturale don Renzo Fumagalli)

Interviene
Elio Sindoni, professore di Fisica Generale all'l’Università degli Studi Milano-Bicocca.


La mostra sarà visitabile nei giorni:
Domenica 11 e 18 ottobre dalle 14 alle 19.
Martedì 13 , giovedì 15 e sabato 17 ottobre dalle 20.30 alle 22.30

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