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Milano: Cosa significa essere un popolo. Il genocidio armeno

Incontro con S.E. Raphael Minassian

Il Centro Culturale di Milano con la collaborazione della Fondazione Oasis, ha organizzato l'incontro dal titolo "Persecuzione e martirio: cosa significa essere un popolo. Il genocidio armeno 1915-2015"

E' intervenuto
S.E. Raphael Minassian, arcivescovo dei Cattolici Armeni in Europa Orientale

Ha introdotto
Martino Diez, direttore Fondazione Oasis

La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come «il primo genocidio del XX secolo» (Giovanni Paolo II e Karekin II, Dichiarazione comune, Etchmiadzin, 27 settembre 2001); essa ha colpito il vostro popolo armeno – prima nazione cristiana –, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi. Le altre due furono quelle perpetrate dal nazismo e dallo stalinismo.
(Papa Francesco)

Ricordiamo, come ha invitato a fare Papa Francesco “il centenario di quel tragico evento, di quell’immane e folle sterminio, che i vostri antenati hanno crudelmente patito. Ricordarli è necessario, anzi, doveroso, perché laddove non sussiste la memoria significa che il male tiene ancora aperta la ferita; nascondere o negare il male è come lasciare che una ferita continui a sanguinare senza medicarla!”

L’incontro di Milano con S.E. Raphael Minassian ci permette di capire con lui il dono di un’unità di popolo data dalla fede e il compito che ne discende insieme al sacrificio che comporta come per i fratelli di oggi verso i quali l’indifferenza e l’odio dei poteri sta accadendo sotto inostri occhi. Il valore dell’io per tutti, dal quale viene la testimonianza; come per il dono che la Chiesa ha ricevuto proprio in questo centenario del nuovo dottore della Chiesa armeno Gregorio di Narek.

Nonostante la possibilità di salvezza attraverso la conversione all’islam, quasi 2.000.000 persone accettarono di morire per non perdere la loro fede e la loro identità nel periodo tra il 1894 e il 1923. Il 23 Aprile la Chiesa Armena proclamato Santi i Martiri Armeni.

“Credo che la storia della razza umana non comprenda un episodio terrificante come questo. I grandi massacri e le persecuzioni del passato sembrano insignificanti se comparate a quella della razza armena nel 1915.” (Herny Morgenthau, Ambasciatore americano in Turchia, 1913-1916).

“Fu una strage e carneficina d’innocenti, cosa inaudita, una pagina nera, con la violazione fragrante dei più sacrosanti diritti di umanità, di cristianità e di nazionalità”. (Giacomo Gorrini, Console italiano a Trebisonda, 1909-1915).


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