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Biassono (MB): Il Solco

Premiazione della 25 edizione del concorso per poesie in dialetto lombardo

Il Centro Culturale Don Ettore Passamonti organizza la cerimonia di premiazione della venticinquesima edizione del concorso per poesie in dialetto lombardo "Il Solco".
Nel pomeriggio, alla presenza della presidente della giuria, prof. Maria Organtini, verranno lette e premiate le poesie vincitrici di quest'anno. Il pomeriggio sarà introdotto da un momento musicale con Federica Tremolada al pianoforte. L'intervallo sarà invece a cura del nostro amico Roberto Marelli con El Pelè e il suo "tollofono" che racconteranno e canteranno delle gesta della mala milanese degli anni che furono.

Commento alla 25 edizione del concorso per poesie in dialetto lombardo
“L’eterna domanda”

Ecco il dato evidente che contraddistingue le poesie di questa edizione del concorso “Il Solco”.
Una domanda dentro la consapevolezza del tempo che passa, o meglio di un determinato momento del tempo che è senza ritorno: “..il tramonto della vita”, “..il tetto dell’età”, “..l’autunno della vita”.
Proprio in questo spazio di tempo emergono potentemente due aspetti fondamentali.
In primo luogo la radicalità della domanda di senso dell’esistenza, del perché delle cose, di cosa ne sarà dell’uomo: le domande che ci costituiscono, che possiamo tener sopite durante l’arco dei nostri anni ma che in quel preciso frangente di tempo si ergono innanzi a noi in maniera tagliente ed ineludibile.
Secondariamente le contraddizioni che la vita offre alla nostra ragione e alla nostra libertà: l’alternanza tra bianco e nero, tra positivo e negativo, tra gioia e dolore, tra luce ed ombra… “..ruscello..cascata”, “..streghe..angeli”, “..notte..ora dolce del giorno”.
Di fronte a queste domande brucianti, in questo istante del tempo, il nostro io come si pone?
Non bastano i ricordi o le certezze di un passato che sicuramente ci hanno sostenuto “..sazio di briciole di ricordi”, ma che rischiano di diventare ultimamente solo “..nostalgia” o “…quanta tristezza”.
Non può essere umanamente sostenibile e ragionevole l’affermazione “..è inutile cercare”, perché prima o poi riemerge sempre il desiderio insopprimibile di trovare qualcosa che soddisfi l’attesa di queste domande: “..guardo la cima della scala con i gradini dei miei giorni”, “…quella luna che rasenta il mio cuore”.

Nemmeno sostenere che è difficile stare di fronte a queste domande, a reggerne la vertigine, per cui un attimo dopo si fa avanti prepotentemente la tentazione di ridurle attraverso un tentativo ultimamente asfittico di accontentarsi di una risposta parziale e a nostra misura “..non può ridarti certo Primavera, ma scalda il cuore e fa dolce la sera”.
Ma la verità è che “..rimane sol l’eterno”: ecco l’unica certezza che può esaustivamente rispondere alla radicalità del nostro bisogno, delle nostre domande. Ma verità ancor più grande e stupefacente è il fatto che questo Eterno non è rimasto a guardare l’uomo, dall’alto, che si arrovella nella sua inquietudine. Con un gesto di “..amore senza confini”, che contraddistingue la misura di Dio, è diventato uomo, si è fatto compagno di cammino di ciascuno di noi per non lasciarci mai soli in questo tempo che è l’esistenza, in ogni suo istante. L’Eterno è diventato un “Tu” cui possiamo rivolgerci e che ci “..svela il senso della vita”.
(Centro Culturale Don Ettore Passamonti)

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