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Melzo (Mi): Narratore per immagini cercatore d'Infinito

Incontro sulla figura di Marc Chagall

Il Centro Culturale Marcello Candia è tra gli organizzatori dell'incontro dal titolo "Marc Chagall: narratore per immagini , cercatore di infinito". Le opere delle grandi mostre di Milano presentate da Isabella Bertario, Opera d'Arte.
Marc Chagall è stato uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento. La sua lunga vita (nasce nel 1887 e muore nel 1985) gli permette di attraversare anni cruciali per la storia dell’Europa e del mondo.
Nato in Bielorussia in una famiglia di ebrei osservanti conosce i pogrom zaristi, l’ingannevole speranza di libertà della rivoluzione bolscevica, la tragedia assoluta della Shoà e infine la pace in un mondo ancora diviso in blocchi “ideologici”. Chagall attraversa tutte queste vicissitudini epocali conservando intatte la passione e la speranza per un mondo migliore, con un’incrollabile fiducia nel genere umano, illuminato dalla grazia divina.
Nella sua pittura, sempre figurativa, non smette mai di raccontare e incantare, inserendo uomini, animali e cose in un universo pittorico pieno di stupore e meraviglia.
Milano dedica quest’anno a Marc Chagall due mostre, delle quali riportiamo una breve presentazione.
Nella mostra di Palazzo Reale, “Una retrospettiva; 1908 – 1985”, sono esposte oltre 220 opere: è la più grande dedicata al pittore russo in Italia negli ultimi 50 anni. Si tratta di un percorso che accompagna il visitatore attraverso l’intera vicenda artistica del pittore accostando opere provenienti dalle collezioni degli eredi e capolavori dei maggiori musei del mondo (MoMa e Metropolitan Museum di New York, National Gallery di Washington, Museo Nazionale Russo di San Pietroburgo, Centre Pompidou di Parigi) e da 50 collezioni pubbliche e private.
In queste opere, che coprono un così lungo periodo (nel quale l’autore ha sperimentato i linguaggi di tutte le avanguardie ed ha vissuto nelle catastrofi indicibili del ‘900), Chagall rimane fedele a sé stesso, alla tradizione e al segreto della sua poesia e le sue opere lo documentano in modo evidente.
Si va da Le petit salon, il suo primo quadro – che Marc Chagall realizza durante il soggiorno nella città di San Pietroburgo, dove si era recato dalla nativa Vitebsk per studiare pittura – fino alle ultime opere monumentali realizzate negli anni Ottanta del Novecento. In questo lungo arco di anni è andato costituendosi l’inconfondibile linguaggio dell'artista, che ha saputo rielaborare con la sua vena poetica e fantasiosa l’originaria cultura ebraica e la tradizione russa e, una volta trasferitosi a Parigi nel 1910, tradurre in uno stile personalissimo le ricerche sul colore dei pittori Fauves e di Robert Delaunay, originale esponente del cubismo.
Chagall è maestro nel sintetizzare mondi diversi e contemporanei.
Le tappe artistiche della produzione dell'artista sono interamente rappresentate: le opere giovanili eseguite in Russia; il primo soggiorno francese, interrotto dallo scoppio della Prima guerra mondiale, cui segue il ritorno in Russia fino al 1921; l’esilio dalla Russia e il secondo soggiorno a Parigi, che abbandona quando viene occupata dai nazisti per fuggire a Marsiglia e poi in Spagna e Portogallo; quindi il trasferimento in America fino al definitivo ritorno in Francia, tra la Costa Azzurra e la Provenza. Qui, superata la depressione causata dalla perdita della moglie nel 1944, ritrova quei colori liberi e brillanti e quelle immagini piene di amore e gioia di vivere da sempre capaci di trasportarci in un mondo di leggerezza e fantasia, in una sorta di favola illustrata.
“Chagall e la Bibbia” è l’altra mostra, contemporanea, che al Museo Diocesano espone (per molte parti per la prima volta al mondo) una collezione privata che conta più di 60 straordinarie opere dedicate messaggio biblico. L’allestimento è straordinario, costituito da una grande arca, riproponendo il tema biblico desunto dal libro dell’Esodo.
La forza creativa di Chagall ha un carattere esplosivo e si manifesta nella disseminazione di frammenti narrativi e simbolici. Egli fu affascinato sin dagli anni giovanili dalla Bibbia, da lui considerata come la più importante e affascinante fonte di poesia e di arte.
Si confrontò con questi temi per tutta la vita, sino alla realizzazione del ciclo sul Messaggio Biblico, negli anni Sessanta.
I soggetti furono elaborati in varie occasioni, con tecniche diverse (acqueforti, oli, ceramiche, sculture....), di cui la mostra dà ragione.
Fulcro dell’esposizione sono le 22 gouaches preparatorie, inedite sino ad ora, che si caratterizzano per una freschezza e una immediatezza di segno e per un grande fascino. E’ sorprendente come sia possibile cogliere nelle gouaches, soprattutto nell’intuizione dello spazio, la predilezione per scelte unidimensionali dell’artista che non impediscono, pur in assenza di intenzioni prospettiche, il raggiungimento di esiti quasi realistici in forza di una rappresentazione immaginifica e fortemente evocativa.
(Centro Culturale Marcello Candia)

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