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Carpi (Mo): L'insopprimibile desiderio di libertà

Incontro con Rafał Wieczyński

All'interno della manifestazione "La festa più pazza del mondo" segnaliamo
Incontro con Rafał Wieczyński, regista del film (Popiełuszko, Polonia, 2009).

La Polonia e il racconto di un uomo libero
Della Polonia rimasi colpito a scuola: un paese teatro di sanguinosi combattimenti, attori protagonisti comunismo e nazismo; e si parlava di cortina di ferro, di un regime che metteva ordine, tutti ben orientati, e impauriti e controllati.
Nella mononota che suonava di Polonia l’unica dissonanza era data dalla voce di Karol Wojtyla.
Poi lessi Solidarnosc sullo zaino di un amico insieme a quelli di Tom Waits, Nick Cave, Einsturzende Neubauten.
Quale significato poteva dare alle nostre vite un paese “così povero”!?
Alcuni amici di Forlì mi coinvolsero in una raccolta di cibo e pacchi destinati proprio alla Polonia, si parla del 1989, ma le operazioni avvenivano già da molti anni; e l’anno dopo mi ritrovai a pestare le strade tra Cracovia e Czestochowa nel pellegrinaggio di agosto, trovai la fede e la semplicità dei polacchi.
E in più di 20 anni di distanza un po’ alla volta mi si è svelata la forza di un popolo ancora distante e silenzioso anche grazie a Rafal Wieczynski regista del film Popieluzsko, non si può uccidere la speranza.
Una pellicola passata in sordina in Italia, realizzata in economia eppure sorprendentemente capace di commuovere di far incontrare padre Jerzy Popieluzsko.
Così noi, alcuni amici di Carpi, Modena e Maranello, appassionati di cinema abbiamo deciso di invitare Rafal Wieczynski nelle nostre terre a raccontare la sua avventura cinematografica, alcune vicende della Polonia degli anni ’80 e la figura ricca di fede di padre Jerzy Popieluzsko.
Perché come afferma Wieczynski nell’intervista di Annalia Guglielmi, è “giusto ricordare l’orrore di Auschwitz, perché non si ripeta, allo stesso modo bisogna ricordare i martiri dell’Est, come ha detto il Santo Padre Giovanni Paolo II, e padre Jerzy è uno di loro”, perché “la dimenticanza del ruolo del cristianesimo nella nostra cultura, la dimenticanza di coloro che hanno costruito l’Europa, la dimenticanza dei martiri, può portare alla perdita della libertà”.
Così il regista polacco ha fatto suo l’invito del Papa a non lasciar cadere la memoria di Jerzy Popieluzsko realizzando un film molto chiaro e ben aderente alla personalità e alla vita del suo protagonista.
Popieluzsko è stato beatificato il 6 giugno del 2010 e di lui si fa memoria il 19 ottobre di ogni anno, giorno della morte avvenuta nel 1984.
Il sacerdote polacco dall’inizio 1982 per più di 2 anni ogni mese celebrò la “Messa per la Patria” per ricordare proprio la storia dei suoi martiri, invitando la gente a riscuotersi, ad essere uomini: “Dio ha tanto amato l’uomo da farlo figlio suo, da innalzarlo alla dignità di figlio di Dio. Ci rendiamo sufficientemente conto di questo grande privilegio che è la figliolanza di Dio? Ci rendiamo conto di questa grande dignità ricevuta da Dio? Ma, come la libertà non ci è soltanto donata da Dio, ma anche affidata, lo stesso avviene per la dignità dell’uomo. Essa ci è affidata per tutta la vita e dipende da noi preservare questo dono della dignità di figli di Dio fino al termine del cammino della nostra vita”. E nella stessa omelia aggiunse: “Quello che conta non è che l’uomo faccia molto in poco tempo, ma che lavori bene e a lungo. L’uomo può essere umiliato anche attraverso il lavoro, anche attraverso il lavoro gli può essere tolta la dignità, … Una civiltà puramente materialista rende l’uomo schiavo dei suoi prodotti e lo priva del suo vero valore. Non possiamo dimenticare questa verità: per preservare la fede e la dignità si può sacrificare addirittura la libertà, ma per conservare la libertà non si possono sacrificare la fede e la dignità di figli di Dio”.
Ecco a noi oggi, abituati a fischiettare il motivo di Likke Ly, incontrare uomini così cosa può comportare?
[Le citazioni sono tratte dal libro Popieluzsko “Non si può uccidere la speranza” a cura di Annalia Guglielmi edizione Itaca].
Sabato 8 giugno nel salone della parrocchia di Budrione di Carpi alle ore 21 si terrà la proiezione del film Popieluzsko, non si può uccidere la speranza. La proiezione si ripeterà il 9 giugno alle ore 16 a Modena nella parrocchia di san Faustino in via Pietro Giardini 231 in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Potremo poi incontrare il regista Rafal Wieczynski il 16 giugno alle ore 19 a Modena nel parco Amendola nella festa dell’Happening dei Giovani e lunedì 17 giugno alle ore 21 nella parrocchia di Budrione di Carpi.
(Centro Culturale di Carpi)

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