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Breganzona: Differenziare non è discriminare

Con André-Marie Jerumanis

Cari amici,

il 26 settembre il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi sulla modifica del Codice civile denominata “Matrimonio per tutti”. La revisione viene giustificata con la necessità di garantire piena parità di diritti alle coppie eterosessuali ed omosessuali, compresa l’adozione e la donazione di sperma per le coppie lesbiche. Ma le cose stanno proprio così? Chi si oppone a questa modifica avalla un’intollerabile discriminazione? La differenza tra uomo e donna è priva di importanza per lo sviluppo e l’educazione del bambino?

La “Pastorale familiare della Diocesi di Lugano” propone giovedì 9 settembre alle ore 21.00 l’incontro DIFFERENZIARE NON É DISCRIMINARE proprio a partire da queste domande, non per difendere un punto di vista confessionale ma per invitare tutti, credenti e non credenti, a riflettere su aspetti essenziali dell’esperienza umana in una questione di cruciale importanza come questa. In un suo recente intervento il Vescovo di Lugano Mons. Valerio Lazzeri ha sottolineato alcune di queste domande.
“Che cosa vuol dire per un essere umano nascere da un padre e una madre o crescere con genitori dello stesso sesso, che hanno voluto per lui questo tipo d’inserimento nella vita di relazione? Che cosa significa il riferimento al maschile e al femminile nella psicologia e nella biografia di un individuo? (…) Le vicende positive di singoli percorsi di coppie omosessuali, che, per ragioni diverse, si trovano già oggi a svolgere funzioni genitoriali, sono sufficienti per sgombrare il campo da ogni ragionevole dubbio sull’opportunità di una riforma così radicale del nostro attuale ordinamento familiare?”

Proprio per la responsabilità che tutti abbiamo per il bene comune ci permettiamo di indicare occasioni come questa per maturare e affinare giudizi su questioni così rilevanti per la vita personale e sociale.

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