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Gallarate (Va): Verdè Gent che bellezza !

Gli Auguri di Natale del Centro

TRE O QUATTRO POESIE IN DIALETTO (…MA CON TRADUZIONE…) per salutarci al termine di questo “annus horribilis”, ma allo stesso tempo fecondo.

Ad accompagnarci una breve intervista all’autore, don Arnaldo Martinelli, vecchio (lui non si offende) prete per 20 anni presente a Gallarate e per 10 parroco al Albizzate, prima di approdare a Milano in qualità di prevosto di santa Maria Rossa in Crescenzago, dove tuttora vive essendo nel frattempo diventato emerito. Tra una messa e l’altra, tra una confessione e la successiva, il Nostro si diletta a scrivere poesie in dialetto milanese, la sua lingua natia.

Mi è stato chiesto come mai mi sia saltato il ghiribizzo di cimentarmi con qualche rima in dialetto milanese. La prima ragione è che tale “lingua” è la mia lingua materna. In casa si parlava solo dialetto. Tranne quando occorresse qualche… dichiarazione importante! Tipo: “Da domani in questa casa…” ecc. ecc. Ma erano eccezioni e spettavano di solito a mio padre.

La seconda ragione è che mi son sentito portato a divertirmi, qualche volta, a parlare in rima (…) soprattutto quando mi piace scherzar su certi limiti o manie che, prima che degli altri, son le mie stesse.
Salvo quando l’argomento fosse “sacro”. Tipo il Natale o la Pasqua.
Allora, lo confesso, riesco persino a commuovermi intanto che butto giù qualche pensierino. Mah! Sarà la vecchiaia!!

Don Arnaldo reciterà tre o quattro sue poesie

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