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Eventi

Termoli (CB):"Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”

Pellegrinaggio a piedi

Il Centro culturale “Il Circolo dei Lazzari” – Termoli insieme al Club Alpino Italiano (C.A.I.) – Cassino, Ass.ne culturale “Rinascita Collese – Pro Colli”, Colli a Volturno e Ass.ne “Uomini in cammino” di Guglionesi promuovono:

16° Pellegrinaggio a piedi Montecassino - S. Vincenzo al Volturno
"Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”
S. PAOLO

Il pellegrinaggio si svolgerà nei giorni 11 - 12 - 13 Settembre 2020
Il ritrovo è la sera del 10 settembre a Montecassino

L’Abbazia di San Vincenzo al Volturno fu fondata nel 703 d.c. Nel periodo del suo massimo splendore, la notte del 10 ottobre 881, venne attaccata dai saraceni; la basilica ed i chiostri furono incendiati e distrutti, furono uccisi centinaia di monaci (più di 300), forse anche provenienti dalla vicina Abbazia di Montecassino. Per far memoria dell’anniversario del martirio dei monaci volturnensi, alcune persone,
accomunate dall’esperienza di fede nata dal carisma di Don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, con il sostegno organizzativo del Club Alpino Italiano (CAI) di Cassino e del Centro Culturale “Il Circolo dei Lazzari” di Termoli, hanno percorso a piedi, in tre giorni, dal 2 al 4 settembre 2005, l’intero tratto da Montecassino a San Vincenzo al Volturno, muovendo i primi passi dalla tomba di San Benedetto, e transitando dal valico montano (m. 1900 s.l.m.) denominato col nome eloquente di “Passo dei Monaci”, a ricordo dei frequenti rapporti di consuetudine e amicizia tra le comunità di Montecassino e San Vincenzo al Volturno. Il pellegrinaggio è stato riproposto annualmente, “Chi ci separerà dall’amore di Cristo?” sarà il tema della XVI edizione che si svolgerà nei giorni 11 - 12 - 13 settembre 2020; anche quest’anno la preghiera, il canto, momenti di silenzio e di meditazione guidata, sosterranno e orienteranno il cammino dei pellegrini, per far memoria della fulgida testimonianza
di fede dei Martiri Vulturnensi così consegnata ai posteri nel Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni (sec. XII). “Dunque, poiché pensiamo che quei martiri in modo assai particolare, non immeritatamente, sorveglino sempre questo luogo e siano continuamente apportatori di bene, è necessario che sia celebrata in modo assai degno da tutti la loro memoria nei singoli anni, affinché meritiamo di essere sottratti ai pericoli del mondo e alle insidie dei nemici, per le preghiere e i meriti
tanto loro quanto di tutti i santi, ed otteniamo il perdono dei nostri peccati”

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