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Verona: Un modo nuovo di leggere La Divina Commedia

Incontro sulla Divina Commedia

Il Centro di Cultura Europea Sant'Adalberto è stato tra gli organizzatori dell'incontro "Un modo nuovo di leggere La Divina Commedia".


E' intervenuto
Enrico Malato, professore emerito di Letteratura italiana nell’Università di Napoli Federico II

La città Verona si accinge a presentare il proprio programma dedicato ai Settecento anni dalla
morte di Dante e l’incontro con il prof. Enrico Malato è una prima occasione per offrire alla cittadinanza approfondimenti culturali che accrescano la consapevolezza del valore che ha avuto il
soggiorno del Sommo Poeta nella città scaligera.
Un lavoro magistrale, frutto dello studio di una vita, quello che l’italianista presenterà alla città. La
perdita degli autografi danteschi ha generato nei secoli innumerevoli studi critici e filologici che
hanno comparato i testi di Dante a partire dalle più antiche copie manoscritte, spesso divergenti in
luoghi anche importanti del dettato. Il prof. Malato, raccogliendo il lavoro iniziato nella Verona del
Settecento dagli eruditi Scipione Maffei, Giovanni Iacopo Dionisi, Bartolomeo Perazzini e tanti altri,
presenta oggi il suo minuzioso lavoro, frutto del dichiarato tentativo di percorrere «una via nuova:
l’interpretazione, cioè l’approfondimento del significato di ogni lezione, usata per chiarire quale
può essere l’autentica volontà dell’autore e come si possa essere prodotta la variante erronea».
Malato sottopone a un’attenta revisione il testo dantesco, nel dettato e nell’interpunzione, a partire dalla lezione di Giorgio Petrocchi ‒ il testo su cui si sono misurati tutti gli studiosi dal 1966-
1967 ‒ così che, discutendo centinaia di passi, l’interpretazione diventa lo strumento del restauro
del testo.
Questi studi sono oggi presentati in una nuova edizione per la collana “Diamanti” della Salerno
Editrice, dove l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso sono raccolti in un solo tomo corredato di un apparato di note idoneo a consentire la lettura dell’opera. A questo è affiancato un Dizionario della
Divina Commedia, prezioso strumento di consultazione e ulteriore approfondimento.
L’edizione è solo il primo “assaggio” del grande lavoro di restauro e ripensamento del Poema maturato nell’àmbito dell’attività del Centro Pio Rajna, in stretta sinergia con la Casa di Dante in Roma, che approderà nel 2021 ai 5 volumi della serie NECOD.

Cronaca dell'incontro
Il prestigioso Salone dei Vescovi della Curia di Verona non è riuscito a contenere il pubblico di appassionati accorso a seguire la lezione "Un modo nuovo di leggere la Divina Commedia", tenuta dal professor Enrico Malato, da molti ritenuto il più autorevole dantista vivente, il 14 gennaio scorso. L'incontro è stato proposto dalla Diocesi di Verona, dalla Società Letteraria, dalla locale Università e dal Centro di Cultura Europea Sant'Adalberto. Introdotto dal prof. Ernesto Guidorizzi, il prof. Malato ha esposto il progetto a cui sta lavorando da oltre vent'anni con un'equipe di specialisti, che ha l'ambizioso obiettivo di ricostruire il testo della Commedia, operando oltre 4000 modifiche all'edizione Petrocchi, dal 1966 punto di riferimento per tutti gli studi sul poema dantesco. Il progetto culminerà nel 2021, anniversario della morte del Poeta, ma già adesso disponiamo di una edizione per la collana "Diamanti" dell'editore Salerno, contenente in un solo tomo tutte le cantiche con un apparato di note, affiancato da un Dizionario della Divina Commedia. Come si sa, Verona è, insieme con Ravenna e Firenze, città dantesca: qui Dante ricevette l'ospitalità preziosa degli Scaligeri, qui compose buona parte del Paradiso, dedicata a Cangrande. Non solo: come ha sottolineato Malato, gli studi danteschi ricevettero a Verona un impulso fondamentale nel Settecento da un cenacolo culturale guidato da Scipione Maffei. Malato e i suoi collaboratori si propongono una via nuova per il loro lavoro: l'interpretazione, cioè l'approfondimento di ogni lezione, usata per chiarire quale può essere l'autentica volontà dell'autore. Compito delicatissimo invero, se si ricorda che nessun autografo dantesco ci è pervenuto.
La passione per Dante oggi è più viva che mai, negli studi accademici ma anche divulgativi, nell'interesse dei filologi e di tanti giovani, presenti alla lezione del prof. Malato. Dante è il padre della lingua italiana, e non si pensi ad una affermazione di maniera: ancora oggi, miracolosamente, possiamo affermare che la nostra lingua e la nostra cultura devono molto al grande esule. "Dante vive se lo si legge", ha concluso il grande dantista, ed è il compito che spetta alle nostre generazioni.
(Carlo Bortolozzo)

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