Seguici su:

Eventi

Cantù (Co): Cosa ti manca per essere felice?

Incontro spettacolo con Simona Atzori

Primo evento organizzato dal Centro Culturale "Luigi Padovese" di una serie di incontri ed eventi dal titolo “Costruire ponti”, tema particolarmente caro a Mons. Bizzeti, successore di Mons. Padovese in Anatolia, che ha fatto del “costruire ponti” il punto focale della sua opera pastorale.

Incontro spettacolo con l’artista Simona Atzori, ballerina (ha ballato con Roberto Bolle, si è esibita sul palco di Sanremo, e per il Giubileo del 2000), pittrice, scrittice e life-coach. Ma soprattutto … una grande donna. Simona Atzori: “Dio mi ha voluto senza braccia e io gli sono grata” Una donna che ha deciso di andare oltre qualunque limite, facendo della diversità il motore di una meravigliosa lezione di vita. Una donna che giorno per giorno ha costruito, sta costruendo con determinazione e con gioia il suo ponte verso la felicità.

"Costruire ponti". Questo è il fil rouge di tutti gli eventi che il Centro Culturale "Luigi Padovese" propone quest’anno. E quindi … pronti a camminare, ad attraversare un ponte, un ponte verso la felicità.
Sul palco del teatro Fumagalli, tre ballerine. Gli occhi dei numerosi spettatori (quasi 500) sono puntati su di lei. Vestita di rosso, volteggia e commuove. Gli abbracci e le separazioni si intrecciano nella danza. Come nella vita. Come nella sua vita, che lei poi definisce “una favola”. Lei è Simona Atzori, ballerina, pittrice, scrittrice e life-coach. Lei è nata senza braccia ma…Quarantenne, di origini sarde, nata a Milano, cresciuta in Brianza, si racconta, con semplicità e con generosità… E’cresciuta in una “grande” famiglia, con due genitori straordinari che hanno accolto la sua disabilità in modo costruttivo, incoraggiandola a percepirla come una sua caratteristica e non come un difetto da tollerare. Dice della madre: “ Mia mamma, che ora non c’è più, è stata una forza della natura, ha deciso di vedere ciò che avrei potuto fare, non ciò che mi mancava. Ho respirato fin da piccola questo amore e questa positività”.
Positività che l’ha portata a sognare e a sognare in grande. Simona fin da piccola ha iniziato a dipingere come autodidatta, poi ha superato gli esami di ammissione all’Associazione dei Pittori che Dipingono con la Bocca e con il Piede e quindi si è laureata in “Visual Arts” presso un’ università canadese. Adesso è una pittrice affermata.
A sei anni scopre anche un’altra arte, la danza, ottenendo, da grande, numerosi successi. Ha ballato con Roberto Bolle, si è esibita sul palco di Sanremo e ha danzato per il Papa nel Giubileo del 2000. Di strade Simona ne ha percorse tante, in un modo tutto suo, tutto particolare,con i suoi piedi che per lei sono mani (“le mie mani più in basso”). Già, con i piedi la vediamo ravvivarsi i capelli sul palco, con i piedi gesticola nel suo dialogo con il pubblico, con i piedi dipinge.
Ha coltivato e custodito i sui sogni, con tenacia, con passione …. Non guardando a tutto ciò che le mancava e le manca, ma guardando con stima e apprezzamento a tutto ciò che ha. Proprio come faceva la sua mamma. Da lei ha imparato lo sguardo su di sé e sulla vita. Da lei ha imparato quella leggerezza salutare che la porta a sorridere alla vita, alle persone, al suo pubblico. Già, perché il sorriso – ci dice- è come un abito da indossare nel rapporto con gli altri; non nel senso di un qualcosa di falso che ci mettiamo addosso quasi fosse una maschera, ma come un habitus-modo di essere, che ci predispone positivamente al rapporto con gli altri.
Positività, felicità, riecheggiano più volte nel suo dialogo con il pubblico e nel suo libro “Cosa ti manca per essere felice?”.
Eh sì, un titolo che ci interpella … Cosa ci manca per essere felici? Quante volte, di fronte a un difetto, a una mancanza personale, o a un nostro problema ci scoraggiamo, convincendoci di non esseri capaci di fare quella tal cosa o di essere in quel tal modo. Simona ci dice che a fare la differenza è il punto di vista, la prospettiva in cui osserviamo noi stessi e il mondo, persino i nostri presunti difetti. E in tanti, sentendola parlare, ci siamo commossi. Non per sentimentalismo. Perché ci siamo riconosciuti in quel desiderio di felicità e perché … incontrare qualcuno che guarda il proprio limite – di qualsiasi natura sia – con misericordia è sempre liberante.


SCARICA LA LOCANDINA IN FORMATO PDF

Quando

Dove

Organizzato da

Personaggi